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Nei Dintorni...

San Giovanni Rotondo ha raggiunto fama mondiale, da quando si è sviluppata la devozione intorno alla figura di Padre Pio, santificata con il dono delle stimmate. Il convento, fondato nel 1540, ha ospitato e continua ad ospitare i frati dell’ordine dei Cappuccini, e conserva attualmente le spoglie di San Pio da Pietrelcina. L’intero complesso include numerosi luoghi sacri da visitare. La piccola Chiesa di Santa Maria delle Grazie (patrona del paese) mostra, nella lunetta sovrastante il portale d'ingresso, una maiolica raffigurante la Madonna con il Bambino tra i SS. Francesco d’Assisi e Michele Arcangelo. L’edificio fu terminato nel 1676. All’interno: l'altare di S. Francesco, sul quale Padre Pio celebrava le messe, il suo confessionale, la venerata icona della Vergine e, nel coretto, il Crocifisso davanti al quale ricevette le stimmate. Nel convento è visitabile la celletta di Padre Pio. Il Santuario di Santa Maria delle Grazie (1956-1959), chiesa più grande adatta ad accogliere i numerosi pellegrini, venne edificata per volontà del santo. E’ a tre navate con matroneo e decorata da nove mosaici; nell’abside sono rappresentati la Madonna delle Grazie, tra uno stuolo di angeli e, in basso , S. Pio. Il Nuovo Santuario di San Pio, è un progetto imponente, realizzato da Renzo Piano, vero e proprio capolavoro dell’arte contemporanea. Con 7.000 posti a sedere ed un sagrato molto suggestivo, ornato da 12 fontane a velo e 21 alberi di ulivo secolare, ora è sede delle spoglie del santo. Qui vengono celebrate giornalmente numerose messe, come nel Santuario di Santa Maria delle Grazie. All'interno si trovano numerose opere d'arte: il Crocifisso di Arnaldo Pomodoro; l'ambone monumentale di Giuliano Vangi; il tabernacolo di Floriano Bodini, ed i mosaici del gesuita MarkoIvan Rupnik. Merita una visita: la Via Crucis Monumentale, percorso in granito e bronzo lungo il pendio del Monte Castellana, con 16 sculture che rappresentano le 14 stazioni, il Cristo Risorto ed il Monumento a San Pio (1987), di Pericle FazziniIn Palazzo Morcaldiil Museo delle Cere di Padre Pio.

La cittadina ospita, inoltre, uno degli ospedali più rinomati del Sud Italia, la Casa Sollievo della Sofferenza, costruito per volere del santo. Ogni 23 settembre viene commemorato S. Pio con fiaccolate, processione della sua statua, e riti religiosi. La festa patronale della Madonna delle Grazie viene celebrata dall’ 8 al 10 settembre, con una processione che accompagna la nuova statua della Vergine in paese. 

Infowww.conventosantuariopadrepio.it - www.padrepioesangiovannirotondo.it - www.santuariosanmichele.it -www.montesantangelo.com - www.santamariadimerino.it

MONTE SANT’ANGELO:   25 km .
Prima di recarvi qui da me… andate a Monte Sant'Angelo e invocate l'aiuto e la protezione dell'Arcangelo Michele.
Padre Pio da Pietrelcina

Monte Sant’Angelo è conosciuta in tutto il mondo per la sua storia religiosa, divenendo meta d’obbligo nei pellegrinaggi micaelici. Santi, imperatori, papi, re o semplici fedeli sono giunti fin qui per inginocchiarsi davanti all’altare dell’Arcangelo Michele.

Il centro abitato è il più elevato del Gargano (843 m.) ed è situato in una mirabile posizione panoramica su uno sperone a sud del promontorio, con vista mozzafiato aperta ad ovest sul Tavoliere e a sud sul golfo di Manfredonia.

Sede del Parco Nazionale del Gargano e Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, la vita della cittadina è concentrata intorno al Santuario di San Michele Arcangelo, realizzato tra il V-VI secolo quando, secondo la tradizione, sarebbero avvenute le apparizioni dell’arcangelo in una grotta. I Longobardi, che in quel periodo dominavano nell’Italia meridionale, ne fecero il loro santuario nazionale. In breve tempo divenne un centro rinomato in tutta la Cristianità e meta obbligata, non solo per i pellegrini di tutta Europa, ma anche per i Crociati in partenza per Gerusalemme.

MANFREDONIA: 23 KM 

Manfredonia è situata ai margini del Tavoliere, sul golfo più grande dell’Adriatico centro-meridionale. E’ la città portuale e marittima per eccellenza in provincia di Foggia.

Il nome della città deriva da quello di Manfredire di Sicilia, figlio naturale di Federico II, che la fondò a metà del XIII secolo per trasferirvi gli abitanti della vicina Sipontum, distrutta dalle incursioni dei Saraceni e da un terremoto. Manfredi vi costruì nel 1256 il Castello che fu ristrutturato poi nel Cinquecento. Nella sua forma attuale, esso ospita il Museo Nazionale del Gargano.

Quando si parla di Manfredonia non si può fare a meno di ricordare il suo golfo, il suo porto, che assume ogni giorno di più un vasto interesse dal punto di vista turistico, ed è l’elemento vitale dell’economia locale. In un susseguirsi di spazi liberi e di moderne attrezzature balneari, il braccio di mare, che per oltre 20 chilometri si estende a sud di Manfredonia, offre sempre diverse possibilità al turista. Non mancano, pure, villaggi turistici e camping per chi ama vivere ancor di più a contatto con la natura.

La città conserva intatto quel fascino che in tempi remoti le diede re Manfredi. Negli ultimi anni è diventata di grande attrattiva anche il Carnevale di Manfredonia, animato da carri allegorici, sfilate di personaggi legati alla tradizione carnevalesca italiana e locale, con l’immancabile partecipazione della maschera sipontina di “Ze’ Peppe“.

SAN MARCO IN LAMIS - BORGO CELANO- CONVENTO DI SAN MATTEO APOSTOLO- PARCO DEI DINOSAURI : 6 KM 
 

Visitare San Marco in Lamis significa rimanere estasiati per l’amenità del luogo, per i giochi di colore che provoca la luce, per la maestosità delle montagne verdi e severe, per il carattere selvaggio della terra e dei suoi frutti, per il profumo dell’aria, per il colore dei fiori e della sua vegetazione. Terra di leggende e di folklore popolare, San Marco in Lamis è una tappa obbligata per chi intraprende la Via Sacra Longobardorum, itinerario che giunge al Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo.

La storia della città, si intreccia con quella del santuario di San Matteo, il cui edificio a prima vista, può essere scambiato per un’antica fortezza. Grazie alla presenza, di questo santuario e di quello poco distante di Santa Maria di Stignano, la città è meta di continui pellegrinaggi.

Ma San Marco non è solo meta religiosa, per la sua posizione è immersa in una natura che si irradia in un territorio vasto e bene articolato. Nei pressi della città sono disseminate alcuni importanti siti del patrimonio naturale garganico come la Dolina Pozzatina, lagrava di Campolato, la Grotta di Montenero e il Bosco Tenuta San Matteo.

Meritano una visita il suo centro storico, delimitato dalla cosiddetta “padula”, primo nucleo abitato del paese, e la Chiesa Madre con campanile in stile romanico.

La cittadina è attorniata da verdi colline, su una delle quali poggia Borgo Celano, una vivace borgata popolata, soprattutto in estate, dai villeggianti della provincia.

San Marco in Lamis è nota anche per le manifestazioni del Venerdì Santo che culminano con la preparazione delle “fracchie“, enormi coni di legno, realizzati con grossi tronchi tenuti insieme da cerchi in ferro, che vengono accesi all’imbrunire e fatti circolare per il paese su appositi carri in occasione della processione della Madonna Addolorata.
 
Gargano, inaugurato il Parco dei dinosauri a San Marco in Lamis

 A borgo celano si trova il più grande Parco dei Dinosauri d’Italia. Duemila e trecento metri di storia raccontati lungo un percorso impreziosito da ventisette nuovi esemplari importati dall’Oriente, che urlano, respirano e si muovono tra piante autoctone, specchi d’acqua e impronte. http://www.dinosauriborgocelano.it/.

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